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Ischnolepis
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mwbqmwbgIschnolepis è un mwbwgenere estinto di mwcapesci ossei appartenente alla famiglia Brookvaliidae, nell’ordine mwcgRedfieldiiformes. Il genere è rappresentato da un’unica mwcwspecie conosciuta, †mwdaIschnolepis bancrofti, basata su fossili ritrovati in mwdqZambia e risalenti al mwdgTriassico inferiore.
Contents
• Note
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Etimologia
Il nome del genere, mwegIschnolepis, deriva dal greco *ischnos* ("snello") e *lepis* ("scaglia"), in riferimento alla forma affusolata del corpo e alle piccole scaglie dell’animale. Il nome specifico, mwewbancrofti, onora J. A. Bancroft, che contribuì alla raccolta e donazione dei fossili.
Descrizione
mwfgIschnolepis bancrofti era un pesce di piccole dimensioni, con una lunghezza massima di circa 75 mm. Il corpo era fusiforme, con un capo che occupava circa un quinto della lunghezza totale. Il punto di massima profondità corporea si trovava in corrispondenza delle mwfwpinne pelviche.
La mwgqdentatura era differenziata: nella parte anteriore delle mascelle e mandibole erano presenti denti sottili, appuntiti e ben distanziati, mentre nella porzione posteriore i denti erano più robusti e ravvicinati. Il sospensorio mandibolare era obliquo, e l’apertura boccale moderatamente ampia.
L'apparato opercolare era relativamente ridotto, ma l'interopercolo era ben sviluppato. Era presente un osso a forma di "X" davanti al preopercolo. Le pinne erano dotate di fulcri biforcati distalmente, articolati (eccetto nelle pinne pettorali). Le pinne pelviche erano a base lunga, mentre la mwgwpinna pettorale era a base corta. La mwhapinna dorsale era alta nella parte anteriore e si opponeva a quella anale, che era lunga, appuntita anteriormente e si estendeva quasi fino alla base della pinna caudale.
La mwhgpinna caudale era quasi equilobata, con lobo corporeo che non si estendeva fino all'estremità distale e terminava in modo relativamente smussato.
Classificazione
mwjwIschnolepis bancrofti venne descritto per la prima volta da Haughton nel 1934, sulla base di fossili ritrovati nella valle di Lunsemfwa in mwkqZambia. L’orizzonte geologico è ritenuto corrispondente alla parte inferiore dello Stormberg Group, nel supergruppo del mwkwKaroo, e i fossili risalgono al mwlaTriassico inferiore.
Due esemplari provenienti dalla zona di Argana in Marocco sono stati ascritti a questo genere, ma in seguito sono stati considerati appartenere a un altro genere di redfieldiiformi. cite-ref-2[2]
mwmwIschnolepis è stato attribuito alla famiglia †mwnaBrookvaliidae sulla base delle caratteristiche morfologiche comuni con altri redfieldiiformi. È affine a generi come mwnqmwngBrookvalia e mwnwmwoaAtopocephala, ma si distingue per la particolare combinazione di mwoqmorfologia delle pinne, dentatura e disposizione delle scaglie.
Paleobiologia
L’anatomia di mwpaIschnolepis suggerisce che fosse un piccolo pesce attivo, probabilmente predatore, capace di nuotare agilmente grazie al corpo affusolato e alla pinna caudale sviluppata simmetricamente. Le caratteristiche della dentatura indicano un’alimentazione mista, con la capacità di afferrare prede morbide o piccoli invertebrati acquatici.
Note
cite-note-11. ↑ S. Haughton. 1934. On some Karroo fishes from Central Africa. Annals of the South Africa Museum 31:97-104
cite-note-22. ↑ Bouziane Khalloufi; Nour-Eddine Jalil. 2020. Overview of the Late Triassic (Carnian) actinopterygian fauna from the Argana Basin (Morocco). Comptes Rendus. Géoscience, Some aspects of current State of Knowledge on Triassic series on both sides of the Central Atlantic Margin, Volume 352, no. 6-7, pp. 495-513. doimwrg : 10.5802/crgeos.34. mwrwhttps://comptes-rendus.academie-sciences.fr/geoscience/articles/10.5802/crgeos.34/